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Il comune si trova a 5 km dall'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria con uscita al casello di Polla, e proseguendo per la nazionale S.S. 19 che dista 2 km dal bivio di Pertosa.La stazione FS più vicina è quella di Pertosa sulla linea Lagonegro-Sicignano degli Alburni. Tale linea è attualmente disattivata ed in attesa di ripristino.In funzione servizio sostitutivo su ruota. |
Pertosa |
Superficie territoriale: 6,2 km Altitudine 301m Poplazione residente: 833 Densità demografica: 134 Ab I Beni architettonici e Ambientali Edifici Religiosi Personaggi Illustri |
Circa le origini di Pertosa non si hanno notizie certe. Il suo nome deriva, molto probabilmente, dal termine di dialetto arcaico "petrusu", con riferimento alla apertura della Grotta dell'Angelo.Nelle vicinanze del paese, tra il Tanagro e la antica statale delle Calabrie, scavi archeologici, effettuati nei secoli scorsi, portarono alla luce ruderi di case e di templi, nonchè utensili, vasi e monete, testimoniando l'esistenza di un antico centro abitato denominato, che probabilmente si chiamava Consinium.Di tale centro si ignora l'epoca della distruzione, che si fa risalire alle incursioni Saracene. I superstiti si rifugiarono in un luogo non molto distante e ricco di vegetazione: Pertosa.In questo centro i Benedettini costruirono, intorno all'anno mille, la Chiesa di Santa Maria con annesso il monastero. Furono gli stessi a contribuire allo sviluppo del paese che godette di autonomia e benessere fino a quando, nella prima metà del XIV secolo, un violento terremoto uccise quasi tutti gli abitanti e rase al suolo l'intero paese: morti tutti i benedettini che vi risiedevano, i terreni e le proprietà dell'Abazia furono concessi in enfiteusi ad abitanti di Caggiano ed Auletta.Solo due secoli dopo si avviò il processo di rinascita della cittadina: alcuni contadini vi si trasferirono stabilmente dai paesi vicini, mentre altri vi edificarono, per il clima mite di questo luogo, abitazioni per trascorrervi il periodo invernale.I Benedettini ritornarono nel paese, verso la metà del 1600 e vi ricostruirono il monastero ma solo dopo diatribe durate molti anni fu a loro riconosciuto l'antico feudo. Nel 1930 fu riconosciuta al paese l'autonomia dagli abitanti di Caggiano e fu operata la confinazione delle terre. |