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La Certosa di San
Lorenzo

Veduta a volo d'angelo della Certosa di
Padula
Chiostro della
Foresteria.
il chiostro a portico e
loggia,con fontana al centro, e di impianto tardo
manierista.Sulla loggia affrescata con architetture e
paesaggi, cui si accede da una scala a doppia rampa, si
aprono gli ambienti atti ad alloggiare gli ospiti illustri,
quelli della cosiddetta foresteria nobile.Sotto il porticato
terreno si apre l'accesso principale della chiesa, un
accesso quasi mai usato dai Certosini che raggiungevano la
chiesa dalla clausura attraverso passaggi interni.La porta.
lignea, inserita in un portale marmoreo di gusto
rinascimentale e di squisita fattura, è finemente
intagliata con scene della vita di San Lorenzo e la
raffigurazione dell'Annunciazione. Nell'anta destra reca la
data 1374.
La chiesa
La presenza di volte a
crociera e di archi ogivali denuncia chiaramente la sua
fondazione trecentesca;la presenza di elementi decorativi di
gusto barocco(gli stucchi e gli affreschi) documenta
consistenti interventi avvenuti nel corso dei secoli.
Notevole il pavimento maiolicato e gli altari,
settecenteschi, in scagliola a finto marmo.la chiesa è
divisa in due zone, una prospiciente l'ingresso per i
conversi, l'altra verso l'altare maggiore riservata ai
Certosini.Adiacenti al muro destro dell'unica navata della
chiesa si succedono le cappelle, a sinistra dell'altare
maggiore è l'accesso alla sala del tesoro, in passato ricca
di statue d'argento e di arredi sacri oggi dispersi.
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La Certosa di San
Lorenzo fu fondata nel 1306 da Tommaso Sanseverino, Conte di
Marsico. Al 28 gennaio di quell'anno è datato il diploma di
fondazione della Certosa contestualmente donata all'ordina
Certosino, rappresentato dal Priore della Certosa di
Trisulti per delega del Padre Generale di Grenoble, che
trasformò una "grancia" dell'abazia di
Montevergine, dedicata a S. Lorenzo, in monastero Certosino.
L'ordine Certosino, fondato da S. Brunone con casa
gentilizia a Grenoble, era sostenuto dagli Angioini, che
favorirono anche, successivamente a quella di Padula, la
nascita di altre Certose in Italia meridionale: S. Martino a
Napoli, San Giacomo a Capri. Gli spazi principali
orientati parallelamente, collegati da percorsi coperti, tra
loro ortogonali, sono gli spazi per la vita comunitaria e di
rappresentanza.Questi sono separati nettamente sia dagli
ambienti di servizio, siti all'esterno, che da quelli, di
stretta clausura, dove si svolge la vita più intima dei
monaci. Così a Padula oltre il filtro della facciata
( di gusto tardo manierista ma ingentilita da un ricco
fastigio di statue e pinnacoli eseguito durante il secondo
decennio del 700), si incontrano prima gli ambienti di
rappresentanza e quelli per gli usi della comunità (
l'appartamento dei procuratori, le foresterie nobili, il
refettorio, le cucine, il capitolo, la chiesa), poi quelli
per la vita più intima dei Certosini,(il chiostro grande e
le celle).antistante la facciata è la grande corte esterna,
delimitata da 3 bracci di fabbriche cui si accede attraverso
un poderoso portale. Nella corte prospettano locali di
servizio funzionali alla vita della Certosa, il frantoio,i
mulini, le stalle, le scuderie; nel braccio parallelo alla
facciata principale, dove si apre il portale d'ingresso alla
corte, sono situate la torre degli armigeri, la cappella
della Maddalena, all'estremità orientale, la chiesa
dedicata a San Lorenzo, aperta ai fedeli, la spezieria, ad
uso dei Certosini e degli estranei, decorata da affreschi
settecenteschi in parte scialbati(secondo recenti scoperte
la loggia della spezieria, dipinta con motivi
architettonici, fu eseguita tra il 1733 e il 1734 da Nicolò
Di Sardo e Francesco Di Martino). La Certosa di San Lorenzo,
usufruendo di un'area pianeggiante molto vasta, si estende
in superficie molto più delle altre Certose della Campnia
(51.500 mq).La vastissima zona costruita è circondata da un
grande spazio verde, recintato ( Desertum).questo , oltre
che fornire un'ulteriore filtro, era funzionale, essendo
certamente coltivato al sostentamento dei monaci. Parte
integrante del complesso è il monumento a San Brunone,
datato , al 1749, sistemato all'esterno dello spazio
recintato ed in asse con l'ingresso principale della
Certosa.Tale rapporto non è facilmente leggibile date le
modificazioni che il territorio a subito nel corso del
tempo;immediatamente visibile è il dato che il livello
della strada antistante è notevolmente più alto rispetto
all'originale, a causa di un rovinoso straripamento del
torrente Fabbricato avvenuto alla fine dell'ottocento. La
Certosa non ha conservato che a tratti il suo primitivo
aspetto trecenteso; subì numerose ristrutturazioni nel
corso dei secoli e specialmente durante il secolo XVIII in
cui assume l'attuale configurazione come risulta anche dai
documenti esaminati recentemente presso la biblioteca
nazionale di Napoli.Nel corso dell'800 fu depauperata di
gran parte dei suoi tesori, fu soppressa una prima volta nel
1807 in seguito alle leggi eversive emanate dal governo
francese; riaperta con la restaurazione, fu definitivamente
chiusa nel 1866.Pur essendo stata dichiarata nel 1822
Monumento Nazionale, durante la guerra 1915-18 e dal 1940 al
1944 fu adibita a campo di concentramento. Dal 1982 è stata
presa in consegna dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali,
Architettonici e Culturali.
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